mercoledì 6 marzo 2019

Secondo alcune ricerche dormire poco fa ingrassare

Dormire poco fa ingrassare: questo è quanto risalta da alcune ricerche portate avanti negli ultimi anni. Un sonno insufficiente, sia sotto il punto di vista della quantità che della qualità, potrebbe influire negativamente sul peso. Questa affermazione, per molti versi piuttosto forte, non è campata in aria. A consolidare questa opinione infatti, non vi è solo una ma ben 5 considerazioni che, in tempi e situazioni diverse, sono state effettuate da esperti del settore.

5 motivi per cui dormire poco fa ingrassare

A prescindere da fattori legati al peso, dormire poco e male fa male. Per non rendere il discorso troppo ampio e noioso però, qui ci concentreremo esclusivamente su 5 motivi per cui dormire poco fa ingrassare:

  1. secondo la dottoressa Eve Van Cauter del centro di Medicina del Sonno e del Metabolismo dell’Università di Chicago, quando non si dorme in modo non corretto, la produzione degli ormoni viene alterata. Nello specifico, l’assenza o la carenza di sonno aumenta un ormone prodotto dallo stomaco (la grelina) che solitamente riduce la sensazione di fame e, allo stesso tempo, diminuisce la secrezione di leptina, che invece stimola la sensazione di sanità. Per questo, se hai fatto caso, a volte quando dormi particolarmente poco ti svegli con più appetito del solito.
  2. Secondo il dottor Kenneth Wright, direttore del laboratorio del centro di Medicina del Sonno e Cronobiologia dell’Università del Colorado, invece la riduzione del sonno aumenta la necessità di calori. Secondo i suoi test, sono infatti circa 300 le calorie in più richieste da chi non dorme o comunque dorme molto male. D’altronde il nostro fisico, quando si trova in una fase di sonno, consuma molte meno calorie. Se invece è sveglio più a lungo, il fabbisogno cresce.
  3. Secondo la dottoressa D. DePorter dell’Università dell’Arizona, la fame che si ha quando si dorme male o di meno, è indirizzata maggiormente al puro piacere che a una reale necessità. A causa di un ritmo di veglia/sonno alterato infatti, gli endocannabinoidi aumentano a dismisura nell’organismo. Ciò va ad influire sulla necessità di cibo che percepisci rispetto a quella reale.
  4. Dormire fa poco ingrassare, secondo la dottoressa Josiane Broussard del Cedar Sinai Medical Center di Los Angeles, perché ciò altera l’equilibrio del grasso corporeo. Le cellule del tessuto adiposo così, diventano incapaci di rispondere adeguatamente all’insulina. In alcuni particolari casi, ciò può scatenare un fenomeno definito insulino-resistenza che è alla base dell’insorgenza di obesità e soprattutto diabete di tipo 2.
  5. Un ritmo di sonno alterato, è spesso accompagnato da spuntini notturni. Spesso, in questi frangenti non si assumono alimenti propriamente salutari…

 

Fonte: Informasonno

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venerdì 1 marzo 2019

Perdere peso a 40 anni? Ecco perché è così difficile!

Perdere peso a 40 anni non è facile come quando se ne aveva 20: si tratta di una delle tante tristi considerazioni di quando si raggiungono i famosi “anta”. Come se non bastasse il fisico che cambia, a farci sentire gli anni che passano ci si mette anche il peso! Si tratta di una semplice impressione o vi è un reale fondamento verso questa considerazione?

Secondo quanto affermato da Stefano Erzegovesi (nutrizionista e psichiatra responsabile del Centro dei disturbi alimentari dell’Ospedale San Raffaele di Milano) questa considerazione ha fondamenta a dir poco solide.

Perdere peso a 40 anni è realmente più difficile: ecco perché

Secondo diversi studi specifici, anche le persone che rimangono attive, a partire dai 30 anni ogni decennio perdono massa muscolare sostituendola con massa grassa. I muscoli consumano più calorie del grasso e quindi meno muscoli significa un metabolismo più lento e la necessità di un minor numero di calorie che non sempre trova riscontro nel tipo di dieta“. Sempre secondo il nutrizionista poi, altri fattori legati all’età non favoriscono di certo il dimagrimento: chi supera i 40 infatti, tende ad essere più sedentario e dunque questo effetto viene accentuato.

Anche gli sportivi più accaniti devono però arrendersi davanti a fattori come gli sbalzi ormonali. Come spiega Erzegovesi “La menopausa comporta molto spesso un aumento di peso e una modifica del metabolismo basale“. In maniera minore, con l’avanzare dell’età, anche gli uomini subirebbero delle modifiche al metabolismo che portano a risultati comunque simili.

Non solo, secondo le ricerche, pur non avendo a che fare con veri e propri disturbi alimentari, una persona anziana può avere dei problemi. A causa di shock emotivi o stati come la solitudine, è possibile trovare nel cibo una sorta di “consolazione”. Se questo fattore è piuttosto comune a tutte le età, con il passare degli anni può incidere maggiormente sul peso.

Come fare a perdere peso a 40 anni (e dopo)

La chiave di tutto risiede nel guadagnare muscolatura e accelerare il metabolismo. Un’attività fisica più lieve rispetto al passato ma costante, una dieta ricca di proteine (ma non di calorie) soprattutto vegetali può essere un buon modo per perdere peso a 40 anni e nei decenni successivi. Non va comunque sottovalutato il lato psicologico e risulta estremamente necessario mantenere rapporti interpersonali, amicizie e (perché no) anche una vita di coppia soddisfacente.

Fonte: Corriere.it

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domenica 24 febbraio 2019

Un metodo per far scoprire e consumare frutta e verdura ai bambini

Frutta e verdura, per i bambini sono spesso alimenti piuttosto ostici. Nonostante sappiamo bene come questi siano importanti non solo nella fase di crescita ma anche in tutto il corso della vita, i genitori sono spesso costretti a fare i salti mortali per convincere i più piccoli in tal senso. Grazie alla dieta ViviSmart, questo processo sembrerebbe molto più semplice. Ma di cosa si tratta?

Si tratta di un progetto portato avanti da grandi società nell’ambito alimentare come Barilla, Coop e Danone. Grazie a questa dieta sperimentale, i bambini che hanno imparato a mangiare più frutta e verdura, a bere più latte e ad aumentare la loro attività sportiva. La ricerca sviluppata dalle università Lumsa, Napoli Parthenope e Roma Tre con il prezioso contributo della Società Italiana di Medicina Generale ha portato risultati decisamente positivi.

Con ViviSmart si è riuscito a far consumare frutta e verdura ai bambini!

Tra le diverse attività promosse nell’ambito del progetto, spicca una rivalutazione della dieta mediterranea e un focus specifico sui comportamenti quotidiani dei più piccoli. I risultati ottenuti, rappresentati con freddi numeri, denotano un aumento del 6% per quanto riguarda il consumo di frutta. Per quanto riguarda le verdure invece, si parla addirittura del 135%. Allo stesso modo è aumentato il consumo di acqua così come quello del latte e dei suoi derivati.

Secondo quanto affermato da Roberto Ciati di Barilla Group “È necessario promuovere una corretta alimentazione sin dall’età scolare  facendo leva su iniziative concrete e calate nella vita quotidiana per migliorare gli stili di vita, come recentemente sottolineato dalla risoluzione ONU sulla prevenzione“.

Il progetto ViviSmart ha coinvolto 16 scuole, 80 insegnanti e più di 1.500 bambini nelle aree metropolitane di Milano, Parma Firenze e Bari. La sensibilizzazione dei più piccoli che, con questo progetto ha portato a così grandi risultati, potrebbe in futuro diventare una costante nelle nostre scuole. Ciò potrebbe comportare con un miglioramento notevole della salute e dello stile di vita nelle generazioni future.

Fonte: Quotidiano.net

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sabato 9 febbraio 2019

The Healthy Planet Diet: una dieta per salvare la terra?

Basterà una dieta per salvare la terra? Probabilmente no, ma se ognuno di noi dovesse fare qualcosa per preservare il nostro pianeta, la vita dei nostri figli ne gioverebbe molto.

Conosciuta nel mondo anglosassone come The Healthy Planet Diet si tratta di un particolare regime alimentare che, oltre a consentire di migliorare la propria salute, tutela il nostro pianeta. Effettivamente, calcolando quanti sono gli umani sulla terra, è facile intuire come cambiare in massa le proprie abitudini alimentari potrebbe avere una notevole incidenza a livello ecologico.

A livello pratico, come si segue questa particolare dieta? Essa è costituita da un’alimentazione che vede l’impiego del 50% di frutta e verdura di stagione e al 50% di un insieme di proteine, oli e grassi vegetali e cereali integrali.

In misura nettamente minore sono assumibili anche proteine animali come carni bianche e pesce. Non mancano gli alimenti che risultano invece assolutamente “vietati” come lo zucchero, latte e derivati e carne rossa.

Poi ci sono i cibi fortemente sconsigliati, quali carne rossa, verdure ricche di amido, latte e latticini, oltre allo zucchero raffinato, quest’ultimo da bandire in forma definitiva.

Come portare avanti la dieta per salvare la terra?

A livello pratico, come si può comporre un programma che segue queste direttive? Una giornata tipo per chi segue la The Healthy Planet Diet dovrebbe svilupparsi nel seguente modo:

  • Per colazione, un’ottima idea potrebbe essere una omlette con verdure di stagione, una spremuta di agrumi o una macedonia. Abbinare al tutto una manciata di noci.
  • In occasione del pranzo di può optare per verdura (sia cruda che cotta), legumi e come frutta una mela o qualunque altro frutto di stagione.
  • La merenda può essere costituita da frutta di stagione (intera o sotto forma di macedonia).
  • Per cena, una zuppa di legumi o un passato di verdura può essere una buona soluzione.

Come è facile intuire, si tratta di un regime alimentare estremamente sano. Se a ciò si aggiunge il lato prettamente ecologico, si tratta di una soluzione valida anche sotto il punto di vista etico!

 

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martedì 29 gennaio 2019

Una dieta ricca di sale consuma le ossa

Che l’abuso di sale sia dannoso per il corpo umano è ben noto, ma alcune recenti ricerche, avrebbero mostrato qualcosa di piuttosto preoccupante. Una dieta ricca di sale consuma le ossa: questo è quanto sarebbe dimostrato da una nuova ricerca portata avanti dagli specialisti del Baker Heart and Diabetes Institute di Sydney, Australia.

Durante i test portati avanti dagli studiosi australiani, alcuni topi di laboratorio sono stati alimentati per 12 settimane con una dieta ad alto contenuto di sale per esaminare le conseguenze oltre all’ipertensione. Gli scienziati hanno scoperto, al termine del periodo, che i topi avevano sistemi immunitari estremamente attivi e un numero eccessivo di globuli bianchi.

Lo studio australiano ha confermato come una dieta ricca di sale consuma le ossa

Secondo gli stessi studiosi “Abbiamo continuato a vagliare i dati e le evidenze si sono moltiplicate”. I risultati di tali analisi? I ricercatori hanno trovato le ossa dei topi consumate, quasi “bucate” dal consumo massiccio di sale. Le cellule immunitarie iperattive, sono cresciute a dismisura per l’esposizione ad alti livelli di sale, sino a corrodere il tessuto osseo.

Anche se lo studio non è ancora stato completato, i primi risultati sono già stati presentati al pubblico. Gli scienziati hanno confermato come, sui soggetti resi in esame “Le ossa non sono solide. Sono costituite da un’impalcatura di cellule ossee, con cellule staminali che hanno il compito di produrre nuove cellule per il sangue. Quando le cellule immunitarie cominciano a corrodere l’osso, le staminali si diffondono liberamente”. Gli specialisti australiani stanno hanno dedotto che questo comportamento potrebbe essere alla base degli attacchi di cuore che si registrano con maggiore frequenza nei soggetti che consumano un alto livello di sale.

Se il consumo massiccio di iodio era considerato dannoso già da molti anni, queste nuove scoperte potrebbero convincere sempre più persone a rinunciare a questa tipologia di alimento.

Fonte: Ilvaloreitaliano.it

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venerdì 25 gennaio 2019

Dieta dell’inverno: come dimagrire nella stagione fredda

La dieta dell’inverno può essere un ottimo modo per perdere qualche chilo in vista della bella stagione? Anche se per molti il periodo invernale è carico di tentazioni (soprattutto nel periodo delle feste), in realtà si tratta di una stagione nella quale è possibile portarsi avanti in vista della prova costume.

In questo ambito è infatti possibile, senza fare troppe rinunce, “limare” qualche chilo per poi rifinire il nostro corpo con l’arrivo della primavera. Perché l’inverno può essere un ottimo momento per perdere peso e come si svolge questo tipo di regime alimentare?

La dieta dell’inverno è un ottimo metodo per poter perdere qualche chilo nella stagione fredda

A dispetto di Natale e capodanno, va detto che l’inverno è una stagione particolarmente adatta a bruciare le calorie. Con il freddo infatti, il nostro corpo impiega una quantità maggiore di energia per mantenere il calore. Secondo questo principio è possibile partire “avvantaggiati” se si intende perdere peso in questa stagione.

Dunque, sapendo di questo piccolo vantaggio, rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di perdere peso senza troppa fatica!

Per quanto riguarda la colazione è possibile abbinare il consumo di caffè con un po’ di cereali integrali o biscotti integrali. A metà mattina, una tisana o un frutto di stagione (magari un arancio o un paio di mandarini, entrambi ricchi di vitamina C). A pranzo, è possibile abbinare 50 grammi di pasta (o in alternativa riso) con un po’ di verdure cotte ed eventualmente un altro frutto. La merenda potrebbe essere uno yogurt, mentre a cena ci si può accontentare di una zuppa calda, un brodo o carne alla griglia.

L’alternativa alla dieta invernale? Ne abbiamo già parlato in passato…

Questo particolare periodo dell’anno si presenta ideale per un’altro regime alimentare di cui abbiamo parlato in passato, ovvero la dieta del minestrone. Si tratta di un particolare tipo di dieta che può arrivare a far perdere un gran numero di chili nel giro di pochi giorni ma, essendo piuttosto drastica, necessita di grande attenzione per essere utile e non dannosa.

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mercoledì 23 gennaio 2019

Una dieta per combattere il freddo?

Esistono tanti modi per contrastare il clima rigido dell’inverno. Uno dei meno noti (ma non per questo meno efficiente) è di seguire una dieta per combattere il freddo.

La ricetta per sconfiggere l’inverno a tavola arriva dalla responsabile anestesista Day Hospital chirurgico di Humanitas, Roberta Monzani. Secondo la sua autorevole opinione, quando i freddi diventano particolarmente rigidi “prodotti come l’agnello, le lenticchie, lo zenzero aiutano molto. Quest’ultimo è molto utile perché è vasodilatatore, agisce sul sistema vascolare producendo calore“.

Sempre secondo la dottoressa, anche i gusti possono essere un’arma in più nei mesi invernali “Il pepe contiene un alcaloide, la piperina, oltre a oleoresine, oli essenziali, glicosidi e polisaccaridi, che stimola la formazione della saliva e la secrezione dei succhi gastrici. Perciò favorisce la digestione, oltre ad avere proprietà diuretiche“.

La dieta per combattere il freddo è ricca di agnello, lenticchie, zenzero e… pepe!

Sempre riguardo il pepe, esso risulta “Ricco di potassio, calcio e fosforo, sembra possedere anche proprietà antisettiche e afrodisiache. E’ considerato uno stimolante metabolico, utile nel controllo del peso, e determina un grado maggiore di assorbimento dei nutrienti dei cibi“.

Insomma, oltre agli agrumi, brodo caldo, al tè, al caffè e al latte caldo (magari con un po’ di miele), possiamo contare su altri alimenti per contrastare l’inverno. Una dieta per combattere il freddo diventa poi essenziale in certe località dove la temperatura scende anche di molto sotto zero.

Va infatti tenuto conto che, il nostro corpo, per mantenere calore brucia parecchi grassi e dunque è necessario intervenire con una dieta maggiormente calorica. Si tratta dunque di una sorta di “attività extra” che il nostro organismo deve svolgere tutti i giorni.

Fonte: genteditalia.com

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mercoledì 15 agosto 2018

Sudare fa dimagrire: realtà o leggenda metropolitana?

Sudare fa dimagrire, molti sono ancora convinti che l’abbinamento tra intensa sudorazione e perdita di peso sia reale. In realtà, si tratta di una vera e propria bufala, totalmente priva di fondamenti scientifici.

Sudare fa dimagrire? In realtà è solo una leggenda metropolitana…

A confermare ciò è stata direttamente Daniela Lucini, responsabile della sezione di Medicina dell’esercizio e patologie funzionali di Humanitas e docente dell’Università degli Studi di Milano. La stessa dottoressa ha affermato:

La stessa docente ha poi precisato come il sudore rappresenti una precisa necessità del nostro organismo: tramite questo meccanismo infatti, esso elimina il calore in eccesso. In ogni caso, va specificato come è importante reintegrare sia i liquidi persi che gli eventuali sali minerali.

Reintegrare i sali minerali può essere utile?

La dottoressa Lucini si è poi soffermata anche sui sali minerali e il loro eventuale reintegro. Secondo la stessa, non è così indispensabile:

No, a meno di un’attività fisica estremamente intensa, come una maratona, soprattutto in caso di temperature elevate. A una persona che fa una semplice corsetta o una camminata basta bere acqua e magari mangiare un po’ di frutta.

Non dimentichiamo che i prodotti reidratanti per sportivi contengono acqua e sali minerali, ma anche zuccheri e dunque calorie. Gli zuccheri sono necessari per lo sportivo impegnato in un’attività molto intensa, non certo per chi fa sport a livello amatoriale. Non solo: con la bevanda zuccherata o comunque dolcificata si rischia di vanificare l’effetto dell’attività fisica o arrivando persino a prendere peso invece che perderlo“.

Fonte: Corriere.it

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sabato 28 luglio 2018

Come utilizzare del semplice aceto per dimagrire

L’aceto è un prodotto che in troppi riconducono semplicemente al condimento.

Seppur l’aceto balsamico sia un gustoso valore aggiunto per la tua insalata, ridurre tale alimento a questa funzione è decisamente riduttivo.

Gli utilizzi tradizionali infatti, lo vedono impiegato in una disparata serie di settori e campi anche molto distanti tra loro.

Aceto per dimagrire? Ecco come fare

Tra i rimedi delle nostre nonne, c’è uno che riguarda l’aceto (nello specifico di mele) e le sue capacità di aiutarti a mantenere una linea invidiabile.

Non si tratta di semplici credenze: recentemente infatti, alcuni nutrizionisti hanno avvalorato questa tesi, sottolineando come utilizzando l’aceto in modo corretto, questo possa realmente avere effetto di rafforzamento di un regime alimentare specifico.

Il segreto dimagrante dell’aceto

L’odore può non essere dei più piacevoli, ma va sottolineato come tale prodotto aiuti a bruciare le calorie e acceleri il metabolismo. Ma qual è dunque il metodo migliore per sfruttare queste proprietà così interessanti?

Un buon metodo potrebbe essere mischiare due cucchiaini da caffé di aceto di mele in un bicchiere d’acqua. Fatto ciò, assumilo una decina di minuti prima di cominciare qualunque pasto.

Quali sono gli effetti di questa abitudine così insolita? Devi sapere che l’aceto di mele ha un effetto fortemente depurativo e tonificante, che agisce con grande efficacia anche quando si hanno particolari problemi di cellulite.

Grazie ai minerali che contiene, la sua assunzione contribuisce alla regolazione del metabolismo, andando dunque a influire positivamente sulla tua linea.

Naturalmente non aspettarti miracoli semplicemente bevendo un bicchiere di acqua e aceto! Questo rimedio può essere utile da abbinare a un regime alimentare  ben congegnato per la tua situazione specifica.

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sabato 21 luglio 2018

Come usare la mente per dimagrire

A quanto pare non si tratta di una bufala, in quanto dietro questa affermazione piuttosto bizzarra vi è una ricerca condotta da alcuni ricercatori tedeschi dell’Università di Tubinga.

Secondo quanto affermato dagli scienziati, quando stiamo decidendo cosa mangiare, basta concentrarsi sugli effetti dei singoli alimenti per modificare di riflesso le nostre abitudini alimentari in maniera anche radicale.

Concentrarsi sulla propria salute è già di per sé un modo per non ingrassare

Secondo quanto presentato dagli studiosi tedeschi in occasione della Society for the Study of Ingestive Behaviour (una conferenza internazionale con cadenza annuale interamente concentrata sulla ricerca alimentare) lo studio avrebbe delle solide fondamenta.

I ricercatori hanno invitato dei volontari (di tutti i tipi di pesi) a concentrarsi sulle informazioni riguardanti i loro pasti per ottenere maggiore consapevolezza di ciò che stavano per mangiare. A quanto pare, così facendo, le calorie assunte dalle stesse pietanze sono state inferiori al solito.

Due gruppi di volontari

I partecipanti ai test sono stati suddivisi in due distinti gruppi: il primo si è focalizzato sugli effetti del cibo sulla salute, sul piacere scaturito dall’ingerire quest’ultimi e sulla convinzione di rimanere poi sazi fino all’ora di cena.

Nel secondo gruppo è invece si è potuto occupare di mangiare a piacimento e senza particolari restrizioni di sorta.

Il risultato finale, è apparso piuttosto sorprendente: il primo gruppo ha infatti cominciato a optare per porzioni più piccole, anche se chi ha dato priorità a soddisfazione e sazietà si è poi concentrato su porzioni più abbondanti.

Conoscere cosa mangiamo è già di per sé uno stimolo a regolarci

In parole povere, la suddetta frase riassume il risultato complessivo della ricerca. Si tratta di un nuovo metodo psicologico che aiuta ancora una volta a comprendere come il primo passo per dimagrire è dentro il nostro cervello e non nell’attuazione di una dieta.

Un meccanismo alla portata di tutti

Questi meccanismi del nostro cervello, se attivati in maniera appropriata, possono consentire di agire in maniera davvero incisiva per quanto riguarda la nostra forma fisica.

Chiunque può affidarsi a questa metodologia per seguire una dieta con maggior efficacia e soprattutto con minor rischio di cadere in tentazione!

Fonte: Quotidiano.net

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martedì 17 luglio 2018

12 uova alla settimana non fanno male alla salute!

Mangiare troppe uova fa male: quante volte l’abbiamo sentito dire? A quanto pare però, ciò non è per niente vero!

Secondo alcune recenti ricerche, mangiare sino a 12 uova a settimana infatti (se integrate in un regime alimentare corretto) non aumenta nessun rischio per quanto riguarda la salute. A rivelare ciò è stato uno studio australiano, riportato dall’American Journal of Clinical Nutrition.

La ricerca che farà la felicità di chi adora le uova

Naturalmente non pensare di cavartela con le uova fritte: stiamo parlando per esempio di uova sode o comunque di cucinate in maniera quanto più salutare possibile.

La ricerca è stata portata avanti dal dottor Nick Fuller dell’University’s Boden Institute of Obesity in sinergia con la Sydney Medical School dell’università di Sydney e il Royal Prince Alfred Hospital.

Nello specifico, la ricerca ha preso in esame soggetti sottoposti a 3 mesi di una dieta ad alto consumo di uova (12 a settimana) e altri soggetti a consumo basso (2 o meno a settimana). Al termine del periodo, sono state effettuate analisi su entrambe le tipologie di soggetti, senza riscontrare particolari varianti per quanto riguarda le condizioni del sistema cardiovascolare.

Le uova non sarebbero dannose per il sistema cardiovascolare

I ricercatori hanno monitorato tutti i fattori che hanno un’accentuata incidenza per quanto riguarda problemi cardiovascolari, dal colesterolo sino alla pressione arteriosa, senza registrare significativi cambiamenti sia tra prima e dopo i 3 mesi, sia tra i due gruppi di soggetti coinvolti.

Gli autori hanno monitorato un ampio range di marker di rischio cardiovascolare, inclusi i livelli di colesterolo, di zuccheri nel sangue e la pressione arteriosa. E anche dopo un anno le uova si confermavano assolte: nessuna differenza significativa veniva evidenziata fra i 2 gruppi.

Questa ricerca andrebbe a sostenerle altre simili effettuate in passato, i cui risultati dimostrerebbero chiaramente come il consumo di uova (anche piuttosto intenso) ha un effetto praticamente nullo per quanto riguarda le concentrazioni di colesterolo nel sangue.

Al contrario di ciò, rimangono inalterate le sostanze che ogni uovo apporta alla nostra alimentazione, soprattutto proteine, che sono assolutamente essenziali per una dieta corretta ed equilibrata.

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sabato 7 luglio 2018

Cos’è e come funziona il metabolismo

Come funziona il metabolismo? Troppo spesso parliamo di questo meccanismo, dando per scontato che il suo funzionamento sia chiaro e limpido per tutti.

Questa meccanica infatti, risulta alla base di alcuni regimi alimentari, tra cui per esempio la famosa dieta del supermetabolismo. Forse è il momento di capire perlomeno le basi di ciò che accade nel nostro corpo.

Come funziona il metabolismo: facciamo chiarezza

Il metabolismo è tutto l’insieme dei processi biochimici che avvengono nel corpo umano (e non solo) per tramutare gli alimenti assunti in energia o comunque materiale sfruttabile dal fisico.

Un processo che diamo troppo spesso per scontato, ma che in realtà non è così: prima che il cibo venga assimilato infatti, deve compiere una serie di “lavorazioni” da parte del nostro corpo.

La necessità di assumere sostanze, naturalmente, varia da quante energie consumiamo quotidianamente: pare piuttosto logico che un atleta consumi molto di più rispetto a una persona sedentaria.

Proprio per questo è necessario suddividere il metabolismo in basale, ovvero quello standard, necessario per rimanere in vita e mantenere attive le funzioni vitali di una persona e quello invece legato all’attività fisica.

Sport e metabolismo

Ogni singolo organismo funziona in maniera leggermente diversa: di sicuro, il metabolismo basale ha un’influenza piuttosto pesante per quanto riguarda il fabbisogno energetico.

Cosa vuol dire ciò? Che l’attività fisica ha si un’incidenza, ma necessità costanza e grande perseveranza affinché possa influenzare in qualche modo il metabolismo.

Mentre si fa sport il metabolismo ha un consistente aumento e va a influire anche nelle ore immediatamente successive. Naturalmente non tutta l’attività fisica ha lo stesso risultato quando si tratta di influire su questi meccanismi: l’ideale sarebbe alternare attività aereobiche a esercizi da palestra.

Il consiglio in tal senso è di effettuare almeno 3 allenamenti a settimana (naturalmente con l’intervallo di almeno un giorno tra uno e l’altro) con possibilmente un’ora di attività piena. Come pare più che logico, non bisogna forzare ma aumentare gradualmente la mole degli allenamenti: in parole povere, devi arrivare a fine sessione con una moderata stanchezza ma non totalmente senza energie.

Cosa succede accelerando il metabolismo

Con un’alimentazione adatta e una giusta attività fisica è possibile accelerare il metabolismo. Ma cosa comporta ciò? Consumando più energia e quindi più elementi assimilati, si tende a ingrassare di meno in quando vi è un accumulo minore di sostanze.

Il risultato? La tendenza generale è quella di non ingrassare ma di mantenere stabile (o persino ridurre) la propria massa corporea.

 

 

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martedì 3 luglio 2018

La pasta fa ingrassare? No e ti spieghiamo perché!

La pasta fa davvero ingrassare?

Le diete impongono molto spesso delle rinunce dolorose a tavola. Tra queste, spesso figura un alimento molto caro a noi italiani: la pasta.

Ma questo tipo di cibo è davvero così deleterio per il tuo fisico? Perché la maggior parte di regimi alimentari ci vieta i tanto amati spaghetti?

La pasta fa ingrassare? I carboidrati sul tavolo degli imputati

Anche la stessa Dieta Plank impone la rinuncia alla pasta: per comprendere meglio il perché però, bisogna parlare di carboidrati.

Va detto che esistono principalmente due tipi, quelli detti raffinati e quelli grezzi. Il primo tipo, viene generalmente assorbito più facilmente a livello sanguigno e va a influenzare negativamente l’indice glicemico.

I carboidrati grezzi (di cui fa parte la pasta) risultano invece con un basso indice glicemico e sono dunque meno dannosi.

Secondo Laura Chiavaroli, ricercatrice di origine italiana presso l’istituto canadese St. Michael’s Hospital “lo studio ha rilevato che la pasta non ha contribuito all’aumento di peso o all’aumento del grasso corporeo” teoria poi rafforzata dal collega John Sievenpiper. “In realtà l’analisi ha mostrato una leggera perdita di peso, quindi contrariamente alle preoccupazioni, la pasta può essere parte di una dieta sana come ad esempio quella a basso indice glicemico“.

Lo studio effettuato ha coinvolto un campione di persone che ha mangiato una media di 3,3 porzioni di pasta ogni settimana. I risultati hanno evidenziato che avevano perso circa mezzo chilo in 12 settimana.

Naturalmente, i ricercatori sottolineano come sono necessarie maggiori ricerche per comprendere se realmente la perdita di peso è un effetto strettamente connesso all’assunzione dell’alimento e quali siano gli altri fattori determinanti per il dimagrimento.

Con un’abbuffata di pasta quindi posso dimagrire?

Anche se sarebbe davvero bello, il realtà non è così: se stai seguendo un regime alimentare devi mantenerti scrupolosamente alle sue direttive per ottenere risultati. C’è da tenere poi anche un fattore estremamente importante, ovvero il fatto che gli studiosi non hanno tenuto conto del condimento…

Dalle prime ricerche sino ai risultati concreti d’altronde, c’è una distanza abissale… sognare e sperare però, infondo non costa nulla!

Fonte: Ansa.it

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sabato 30 giugno 2018

Il segreto del successo di Lebron James? Una dieta da due milioni di dollari all’anno!

Che gli atleti abbiano una vita molto particolare, anche e soprattutto per quanto riguarda la dieta, è cosa risaputa.

Chi vuole arrivare al top della propria disciplina però, deve per forza andare oltre e affidarsi a regimi alimentari particolarmente duri.

Non fa eccezione Lebron James, il cestista più forte del mondo infatti, si è affidato a una dieta che gli costa circa due milioni di dollari all’anno!

Per mantenersi il miglior giocatore di basket al mondo, Lebron James è disposto a tutto…

A dispetto dei suoi 33 anni, James è ancora agilissimo e risulta (dopo Cristiano Ronaldo) lo sportivo più famoso al mondo. Le chiavi di un successo di questo genere devono per forza essere molteplici.

Ore e ore di allenamenti estenuanti, uno stile di vita controllato nei minimi dettagli e soprattutto una dieta che, per alcuni di noi comuni mortali, può sembrare bizzarra a dir poco: l’atleta ha a disposizione un intero team di chef che lo delizia ogni giorno con la miglior bianca e carne rossa sul mercato, gamberetti, pasta e verdure.

Non mancano i beveroni carichi di elettroliti e vitamine: una dieta così complessa e ricercata che costa a James ben 2 milioni di dollari all’anno!

Nonostante la pizza e il gelato siano due grandi passioni del cestista, queste possono aspettare la fine di una delle carriere più sfolgoranti per quanto riguarda la storia del basket.

Non più un giovanotto… anche se non si direbbe!

I risultati di una vita e una dieta di questo genere si fanno sentire: Lebron James, dall’alto dei suoi 204 centimetri di altezza, pesa 113 chili con un 3% di massa grassa. Un fisico tutto muscoli e agilità che, nonostante l’età non più giovanissima, sono una garanzia per quanto riguarda le prestazioni.

E voi? Siete un po’ invidiosi oppure spendereste in maniera diversa tutti questi soldi?

Fonte: IlSole24Ore

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venerdì 29 giugno 2018

Autostima a rischio per un italiano su tre a causa della prova costume

L’estate 2018 è ormai nel vivo e, sotto l’apparente aria di festa e relax che accompagna gli italiani al mare, vi è in realtà un po’ di malessere psicologico.

Secondo quanto rilevato da uno studio del sito InABottle.it, il 25% degli italiani non si sente fisicamente pronto alla temuta prova costume. Secondo gli esperti, le difficoltà per quanto riguarda l’autostima legate all’estate e ai costumi si può definire bikini blues. Con questo termine si va a definire una sorta di senso depressivo derivato dal non piacersi vedendosi allo specchio e nel disagio a mostrarsi in pubblico con il proprio costume.

Si chiama bikini blues ed è accompagnato da diversi sintomi

La particolare ricerca portata avanti dal già citato sito, ha preso in esame un campione di 3.000 italiani di età compresa tra i 20 e i 55 anni.

Ma quali sono i principali sintomi del bikini blues? Secondo i ricercatori ansia, intrattabilità, apprensione e sconforto sono alcuni dei più comuni segnali che accompagnano buona parte degli italiani in vista dell’estate.

Secondo i dati raccolti, anche e soprattutto grazie ai social network, i nostri connazionali cercano comunque di rimediare in modi diversi: il 43% cerca di mettersi in forma facendo un minimo di attività fisica in casa o al parco, il 37% cerca di aumentare i consumi di frutta e verdura, il 15% elimina il cibo spazzatura e l’alcol dalla propria dieta, mentre il 12% dichiara guerra al peso superfluo affidandosi a una dieta ferrea. Le iniziative illustrate, seppur positive, nella maggior parte dei casi però non vengono mantenute a lungo.

Secondo lo specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva all’Università Campus Biomedico di Roma Luca Piretta però la scelta migliore rimane “La dieta mediterranea, preferendo acqua, cereali, frutta, verdura, legumi, frutta secca e olio d’oliva e poi in minor quantità pesce, formaggi e uova, e occasionalmente carne rossa. Bisogna bere 2 litri di acqua al giorno che possono diventare anche 3 nel caso si faccia molta attività fisica e a temperature elevate. Il problema della prova costume è che si ha tale percezione sempre troppo tardi e quindi ci si affida a rimedi drastici e facilmente salutari. Per questo occorre pensarci già nel periodo natalizio“.

Fonte: ansa.it

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giovedì 28 giugno 2018

Voglia di zuccheri: come tenerla a bada

Ti è mai capitato di avere una voglia di zuccheri talmente forte da non riuscire a controllarti? A volte, anche la volontà più ferrea viene messa a dura prova e resistere ai piaceri della gola è a dir poco difficile…

Secondo quanto pubblicato dalla nutrizionista Jessica Sepel sul giornale britannico The Indipendent, esistono dei trucchi per tenere sotto controllo anche la voglia più irrefrenabile di dolci.

Frenare la voglia di zuccheri? Si può fare con una serie di accorgimenti piuttosto semplici

Tra i consigli proposti dalla dottoressa Sepel ve ne sono alcuni più o meno scontati: si va dal portare spuntini sani a lavoro (per evitare ogni occasione) all’incremento del consumo di frutta in alcune precise ore della giornata.

La nutrizionista infatti, ha rilasciato un’intervista in cui affermava “Nella mia esperienza clinica ho visto che mangiare frutta durante il pomeriggio incrementa la voglia di assumente zucchero nel corso della giornata. Quando si mangia frutta al mattino e a stomaco vuoto, tale desiderio invece si riduce drasticamente“.

Cosa bere per frenare il desiderio di dolci

Secondo la nutrizionista, per quanto riguarda le bevande una soluzione adatta allo scopo può essere l’assunzione dell’aceto di sidro di mele.

Si tratta infatti, di una particolare bevanda che può aiutare a ridurre la voglia di dolce. Naturalmente non va bevuto puro ma largamente diluito con acqua naturale.

In tal senso, si può sostituire l’aceto di sidro di mele anche con qualche goccia di succo di limone.

Altri consigli

Altre direttive piuttosto valide confermate dalla nutrizionista riguardano la regolarità dei pasti: secondo Sepel vanno mantenuti i canonici tre giornalieri (colazione, pranzo e cena) con due spuntini sempre e comunque basati su alimenti salutari e poco elaborati.

L’assunzione di grassi sani, presenti in cibi come olio di cocco o avocado, può essere un altro modo per chetare la smania di zuccheri. Anche l’assunzione regolare di fibre ha effetti benefici in tal senso: la sazietà che segue il consumo di questi alimenti infatti, frena la voglia di zuccheri.

Fonte: Repubblica

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martedì 26 giugno 2018

Cos’è il reset metabolico?

In cosa consiste il reset metabolico e come può venirti utile per perdere peso?

Il metabolismo ha una stretta connessione con le variazioni del peso corporeo: nel caso di un metabolismo più rapido, il tuo corpo consuma una maggior quantità di energie non accumulandone e dunque non facendoti prendere peso.

Il reset metabolico: come perdere peso aumentando i ritmi del metabolismo

Il reset metabolico non è altro che una vera e propria strategia nutrizionale (definirla dieta è forse esagerato) per poter equilibrare l consumo giornaliero di energie.

In tal modo, il cibo assimilato verrà “consumato” con maggior rapidità (o teoricamente anche minore, se la tua intenzione è di prendere peso).

ll reset del metabolismo è una particolare pratica che dovrebbe essere seguita da persone le quali, per i più svariati motivi, non hanno un equilibrio alimentare e hanno ottenuto degli sbalzi piuttosto sostenuti per quanto riguarda il peso.

il reset metabolico è una pratica che agisce a livello alimentare sul consumo calorico giornaliero, trovando il giusto equilibrio per ogni singolo soggetto (tenendo dunque conto di parametri come età, peso e sesso per esempio).

Il fattore allenamento

Il rischio, tropo spesso, è di concentrarsi sull’alimentazione trascurando ciò che realmente importante, ovvero la già citata attività fisica.

Una dieta equilibrata è alla base del tuo benessere, ma per dare un deciso cambio di marcia è indispensabile cominciare a fare sul serio con l’attività fisica. Coniugando poi alimentazione ed esercizio fisico, chiunque può ottenere risultati soddisfacenti in appena poche settimane.

 

 

Il principio base è: i carboidrati assunti devono essere in qualche modo consumati con l’attività fisica (si tratta di una sorta di “benzina” per il nostro fisico), mentre le proteine servono a definire i muscoli. Entrambe le sostanze devono però essere equilibrate e distribuite, per esempio a livello settimanale, con un certo criterio.

Se si sfora in maniera evidente, il metabolismo ne risente.

Come ottenere risultati

Naturalmente esistono diverse correnti di pensiero così come esistono anche diversi regimi alimentari che, se abbinati a esercizi, possono portare a risultati. I consigli, piuttosto generici ma al contempo validi per tutti i soggetti sono i seguenti:

  1. Fai che la prima colazione sia il pasto principale della giornata: si dice spesso che la colazione è molto importante ed è così. L’alimentazione a livello giornaliero dovrebbe ridursi con il passare delle ore e, per la cena, ci si potrebbe affidare a un semplice spuntino molto leggero (che tra l’altro favorisce anche un buon sonno).
  2. Bere tanta acqua: almeno un litro e mezzo al giorno. Non è una novità vero? Questa è la quantità che ognuno di noi dovrebbe assumere quotidianamente (non solo per questioni metaboliche).
  3. Sì al cibo sano: evita i cibi spazzatura ma anche quelli particolarmente elaborati o di natura industriale. Affidati ad alimenti sani, prediligendo sempre e comunque frutta e verdura. Prediligi pasta e riso integrali e limita fortemente il consumo di carne rossa (sostituiscila parzialmente con quella bianca o, ancora meglio, con il pesce).
  4. Allenamenti graduali ma costanti: come già accennato l’allenamento è importante. Cerca sempre di non affaticarti troppo, alzando però ogni volta l’asticella… per esempio, se vai a correre, comincia con poche centinaia di metri: fai in modo di arrivare a casa stanco ma non stravolto. La volta successiva, prova a fare qualche decina di metri in più.

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domenica 24 giugno 2018

Accelerazione del metabolismo: perché può aiutarti a dimagrire?

L’accelerazione del metabolismo può essere un fattore determinante nella riuscita o meno della tua dieta.

Premesso in fatto che ogni fisico funziona in maniera differente, il ritmo metabolico può influire notevolmente sulla perdita (ma anche sull’incremento) del peso.

Accelerazione del metabolismo: più è rapido meglio è!

Se vuoi perdere peso, aumentare il tuo metabolismo è una buona idea. Per fare ciò, esiste una dieta detta del supermetabolismo. Ma come funziona il metabolismo? E perché aumentarlo può aiutarti a perdere chili?

Il famoso metabolismo non è altro che una serie di processi biochimici del tuo organismo mirati alla “conversione ” del cibo in energia e la relativa distribuzioni alle cellule. Detta così sembra piuttosto semplice, in realtà si tratta di processi piuttosto complessi e che richiederebbero uno specialista per essere spiegati nel dettaglio.

Sintetizzando al massimo, possiamo definire il metabolismo la rapidità grazie a cui il tuo corpo brucia le calorie per mantenere il fisico in funzione.

Lo sport per aumentare la rapidità del metabolismo

Al di là della già citata dieta, a grandi linee, esistono anche altri modi per cercare di rendere più rapido il metabolismo.

Se è vero che più del 60% di esso è considerato “basale” ovvero quello minimo indispensabile per mantenerti in vita, vi è un alta incidenza per quanto riguarda l’attività fisica: fare sport costantemente è infatti un modo semplice e diretto per accelerare il tuo metabolismo.

Ciò non avviene solo durante lo sport in sé, ma anche nelle ore immediatamente successivo (motivo per cui si parla di attività sportiva costante nel tempo).

Il metabolismo basale

Come già accennato però, buona parte del metabolismo è basale, ovvero funziona per effettuare le azioni più basilari della nostra esistenza: respirare, muovere le braccia e camminare sono operazioni semplici che però hanno un costo energetico non indifferente a livello giornaliero.

In una persona fisicamente perfetta, questo si assesta solitamente tra il 60% e il 75% del metabolismo globale. Ciò vuol dire che fare sport serve a poco? Assolutamente no!

Sicuramente lo sport incide, seppur in maniera non così determinante, ma va anche e soprattutto tenuto conto di tutti gli altri benefici che il tuo fisico ottiene con una costante attività fisica.

 

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sabato 23 giugno 2018

Dieta supermetabolismo: cos’è e come funziona

La dieta del supermetabolismo è uno dei regimi alimentari più chiacchierati del momento, soprattutto perché a quanto pare sono diverse le star internazionali che seguono questo percorso per mantenere una linea invidiabile.

Nato grazie al nutrizionista Haylie Pomroy nel 2013, questo regime alimentare è stato appositamente ideato con il fine di riattivare il metabolismo grazie a un apposito piano di alternanza degli alimenti.

A grandi linee, vi sono giorni in cui ci si concentra sull’assunzione di carboidrati e altri dove invece si opta maggiormente per proteine o grassi.

La Dieta del supermetabolismo richiede 5 pasti al giorno

L’alternanza degli alimenti non è l’unica peculiarità di tale regime alimentare. Secondo quanto sostenuto da chi ha ideato tale dieta, risulta essenziale consumare ogni giorno 3 pasti principali più due leggeri: una soluzione utile in tal senso potrebbe essere rafforzare la colazione, introdurne una seconda “light” e mantenere la classica merenda.

Le 3 fasi

L’alternanza tipica della dieta del supermetabolismo si basa principalmente su 3 fasi ben distinte, che vanno a ricoprire una settimana.

Teoricamente, il regime alimentare dovrebbe coprire un tempo totale di 4 settimane.

  • Durante la prima fase (lunedì e martedì) è necessario concentrarsi su frutta, verdura, cereali e magari un po’ di pesce (trota, salmone o tonno).
  • La seconda fase (mercoledì e giovedì) bisogna affidarsi a carni magre e uova, riducendo (ma mantenendo) le verdure.
  • La terza fase (tutto il weekend) risulta quella più libera e include il consumo di proteine, olio, cereali, frutta e verdura.

Secondo quanto sostenuto da chi ha ideato questa dieta, in un mese si perdono generalmente circa 5 chili in questo modo, anche se è possibile arrivare a perderne anche il doppio.

Naturalmente non va dimenticato come è utile abbinare al regime alimentare anche dell’attività fisica: la prima fase, per esempio, si abbina particolarmente ad attività di natura aerobica. Nelle fasi successive, potrebbe essere sufficiente fare qualche passeggiata a ritmo sostenuto.

 

Una dieta per accelerare il metabolismo

Come hai potuto appurare, non si tratta di una dieta particolarmente rigida: i risultati ottenuti non sono così accentuati come altri regimi alimentari ma, se abbinata a una buona dose di attività fisica può portare dei discreti benefici.

L’attivazione del metabolismo infatti consente di rendere il fisico più asciutto e di perdere qualche chilo senza dover per forza fare sacrifici assurdi.

Se sei in cerca di un regime alimentare equilibrato e che ti consente di mantenere buoni risultati ottenuti con precedenti diete, la dieta del metabolismo potrebbe essere la strada giusta da seguire.

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